Incidente stradale: chi tampona ha sempre colpa?

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La responsabilità dipende se l’urto è avvenuto per motivi imprevedibili.

Una dashcam ti può aiutare.

incidente stradale: tamponamento

incidente stradale: tamponamento

La maggior parte degli incidenti che coinvolgono due o più veicolo sono di solito dei “tamponamenti”, definiti come la collisione tra la parte anteriore di un veicolo in movimento, proveniente da dietro, e la parte posteriore di un altro veicolo con medesima direzione di marcia.
Nel gergo comune si suole dire “Chi tampona ha sempre torto”, anche se con questa frase generica, non è possibile descrivere correttamente tutta la casistica di questa tipologia di sinistri stradali.

Vediamo quando questa affermazione è valida e quando non trova applicazione.

1° Principio fondamentale: l’art. 2054 c.c.

bilancia della giustizia: art. 2054 c.c.

bilancia della giustizia: art. 2054 c.c.

“Il conducente di un veicolo senza guida di rotaie è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose dalla circolazione del veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. Nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli. Il proprietario del veicolo, o, in sua vece, l’usufruttuario l’acquirente con patto di riservato dominio, è responsabile in solido col conducente, se non prova che la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà”.
In pratica in caso di incidente tra veicoli, per il solo fatto di essere avvenuto un sinistro stradale, tutti i conducenti sono considerati “responsabili”, cioè si parte con un “concorso paritetico di colpa”.
Per eliminare la “presunzione di colpa”, ogni conducente deve dimostrare:

  • di aver rispettato il Codice della Strada ed aver tenuto una condotta di guida prudente
  • che la condotta dell’altro od altri automobilisti non era regolare, perché hanno violato le norme sulla circolazione ovvero non hanno avuto una condotta di guida improntata alla prudenza.

Se si dimostrano questi punti, dalla presunzione di colpa paritetica, si sposta l’ago della bilancia delle responsabilità dei conducenti, assegnando percentuali di colpevolezza diverse (es. 75% – 25%, 100% -0%).

giustizia: una dashcam ti può aiutare

giustizia: una dashcam ti può aiutare

E’ opportuno ricordare che aldilà della percentuale di colpa assegnata, quello che interessa alla fine è il risarcimento del danno fisico o materiale subito, che dipende fortemente dalla “colpa” assegnata al conducente:

  • se l’incidente è avvenuto senza responsabilità del conducente del veicolo ⇒ le assicurazioni liquideranno il 100% del danno
  • se l’incidente è avvenuto con piena responsabilità del conducente del veicolo ⇒ le assicurazioni si asterranno dal risarcimento del danno
  • se l’incidente è avvenuto con parziale responsabilità del conducente del veicolo ⇒ le assicurazioni liquideranno il danno in proporzione alla colpa avuta nell’evento

Ma come si attribuisce la colpa?
Attraverso quanto avvenuto, che viene chiamata “dinamica del sinistro stradale”, cioè si cerca di ricostruire i comportamenti dei conducenti poco prima dell’evento, attraverso quello che si dispone: rilievi fotografici, planimetrici (nel caso di intervento delle forze di polizia), dichiarazioni testimoniali e dei protagonisti.
In particolare queste ultime 2 voci sono quelle meno oggettive, cioè più facilmente alterabili o manipolabili.

E’ possibile tutelare maggiormente chi guida?
Il montaggio di una dashcam, cioè di una telecamera per automobili (ma il discorso vale a maggior ragione anche per le motociclette e gli scooter, maggiormente a rischio, dette action cam) consente di registrare quanto accade davanti al veicolo: questo filmato porta molteplici vantaggi:

  • fornisce una ricostruzione altamente fedele di quanto avvenuto, poiché è un occhio vigile e imparziale, presente proprio nel momento dell’incidente, che consente di fornire dettagli che altrimenti potrebbero sfuggire (ad es. se il veicolo non aveva gli indicatori di direzioni in funzione per manifestare l’intenzione di svoltare, aveva le luci di arresto bruciate per cui non era possibile capire se stesse frenando o meno, … e così via …)
  • consente di dimostrare in tempi brevissimi quanto accaduto, ottimizzando il processo risarcitorio
  • tutela l’automobilista disciplinato da eventuali tentativi di truffe della controparte (truffa dello specchietto, del finto tamponamento, … ancora purtroppo attuali)
  • tutela l’automobilista anche nei confronti delle Compagnie Assicurative, allorquando la proposta risarcitoria non soddisfi quanto realmente accaduto, disponendo di una prova da poter portare anche nelle sedi opportune
  • tutela l’automobilista anche nel caso di incidenti con lesioni e/o decessi, allorquando si possa configurare una responsabilità penale
  • tutela l’automobilista in caso di multe “ingiuste consentendo di poter dimostrare le proprie ragioni in caso di ricorso o richieste di archiviazione in autotutela.

2° Principio fondamentale: la tabella di Barem

La tabella di Barem è uno strumento a disposizione delle Compagnie di Assicurazione, in ordine ai sinistri disciplinati dall’art. 149 del codice delle assicurazioni private, per determinare il grado di responsabilità e quindi di colpa dei conducenti in caso di sinistro stradale: comprende una serie di casistiche di incidenti con attribuzione preordinata della responsabilità.
Nel caso di specie, se 2 veicoli circolano nella stessa direzione e sulla medesima fila, il veicolo che urta quello antistante è responsabile al 100% del sinistro, dunque “colpa piena” ad un solo conducente ed “innocenza” all’altro, salvo che il presunto “colpevole” dimostri di non aver potuto evitare l’impatto, cioè sempre ammessa la prova contraria.

tabella di Barem: tamponamento

tabella di Barem: tamponamento

3° Principio fondamentale: la prova contraria

Le regole di base finora evidenziate costituiscono il punto di partenza nell’assegnare la responsabilità e quindi la colpa in un incidente. La parte successiva spetta a ciascun conducente dimostrare di non essere responsabile dell’evento, cioè fornire quella che viene definita “prova contraria”.
Facciamo un esempio molto semplice:
il veicolo A è davanti al veicolo B ed entrambi i veicoli si fermano. Ad un certo punto il veicolo A davanti innesta la retromarcia e colpisce la parte anteriore del veicolo B.
Se non si conoscesse la dinamica, sulla base degli elementi oggettivi si parlerebbe di “tamponamento”, cioè il veicolo B che tampona il veicolo A. E’ chiaro che se il conducente del veicolo A ammette la colpa e sottoscrive il modulo di constatazione amichevole il risarcimento dei danni del veicolo B sarà totale, ma se invece sostiene che il veicolo B ha urtato il veicolo A?
In questo caso le cose si complicano perché per la tabella di Barem la colpa sarebbe dell’innocente conducente del veicolo B, ma dovrebbe dimostrarlo (prova contraria), ma come?
Una soluzione semplice, rapida, poco costosa è installare una dashcam sul veicolo. Se il veicolo B monta una dashcam, la ricostruzione della scena, così come l’attribuzione della colpa è “un gioco da ragazzi”: dalla visione del filmato si noterebbe che il veicolo B è fermo mentre il veicolo A retrocede e colpisce il mezzo. Dunque dinamica chiara, responsabilità certa e colpa assegnata a chi ha ha effettivamente cagionato il sinistro.

Ricapitolando:
“Chi tampona un veicolo ha colpa a meno che non dimostri che l’incidente è avvenuto non per colpa sua.”
Infatti il conducente di un veicolo deve essere sempre in grado di garantire, in ogni caso, l’arresto tempestivo del proprio veicolo, evitando incidenti con il veicolo che precede (art. 149 C.d.S.): in caso di impatto si pone a suo carico la presunzione di non aver rispettato la distanza di sicurezza, con la conseguenza che, non potendosi applicare ex. art. 2054 C.C. (concorso di colpa), l’onere della prova contraria resti a completo suo carico.
La “prova contraria” consisterebbe, da parte del conducente del veicolo tamponante, nel dimostrare che il mancato tempestivo arresto del veicolo con conseguente impatto con il veicolo che precede sono stati determinati da fattori in parte o totalmente estranei alla sua condotta di guida.

4° Principio fondamentale: gli ostacoli imprevedibili

Tra le eccezioni nell’attribuire la responsabilità al conducente del veicolo tamponante rientrano gli ostacoli imprevedibili posti sulla carreggiata della strada.
La Corte di Cassazione, Sezione III Civile, con sentenza n. 17206 del 26 maggio 2015, depositata il 27 agosto 2015, ha ribadito che non vige la regola della distanza di sicurezza nel caso di ostacoli imprevedibili (per es. un rimorchio che si stacca all’improvviso dalla motrice).
In questi casi non apparirebbe, peraltro, corretto parlare di tamponamento vero e proprio, bensì di collisione contro un ostacolo imprevedibile.

Giurisprudenza

Riportiamo di seguito alcuni riferimenti a sentenze della Corte di Cassazione utili per un maggiore approfondimento del tema (fonte asaps.it).

Corte di Cassazione, Sezione III Civile, Sentenza 26.05.2015 – 27.08.2015, n. 17206
Corte di Cassazione, Sezione III Civile, Sentenza 13.07.2005, n. 14741
Corte di Cassazione, Sezione III Civile, Sentenza 21.09.2007, n. 19493
Corte di Cassazione, Sezione III Civile, Sentenza 15.02.2006, n. 3282
Corte di Cassazione, Sezione III Civile, Sentenza 12.11.1998, n. 11444
Corte di Cassazione, Sezione III Civile, Sentenza 17.08.1995, n. 8917

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Appassionato del proprio lavoro, opera per la prevenzione e la sicurezza stradale da oltre un decennio. Convinto sostenitore della necessità di aiutare i conducenti prudenti a tutelarsi da quelli che credono di essere gli unici sulla strada e che non sanno cosa siano le regole ...

4 commenti

  1. Salve, ero ferma ad un incrocio e sono stata tamponata, la conducente del veicolo che mi ha tamponata ha dichiarato alla sua assicurazione che facevo retromarcia. Possibile che si giunga ad un concorso di colpa anche avendo pienamente ragione??
    Grazie marica

    • Buongiorno Marica,

      la funzione di una dashcam è registrare quanto avviene realmente, fornendo una ricostruzione attendibile di quanto accaduto.
      Adesso, ai sensi dell’art. 2054 cc spetta ad ogni conducente dimostrare l’estraneità nell’aver cagionato il danno e non sarà semplice in assenza di testimoni affidabili …
      Con una dashcam (anche solo frontale anteriore) avresti potuto dimostrare che non stavi facendo retromarcia e che l’incidente è da addebitarsi alla controparte, con tutte le conseguenze del caso.
      Verifica se la zona in cui è avvenuto l’incidente è coperta da una telecamera del traffico oppure da videosorveglianza.

      Cordiali saluti.

      • Salve, io ho dei testimoni che erano sul luogo al momento dell impatto… Cosa cambia??

        • Buongiorno Marica,

          chieda a queste persone di fare una dichiarazione testimoniale, debitamente firmata, e la consegni alla sua assicurazione.
          Non sarà certo una prova assoluta ma può aiutarla a dimostrare quanto realmente accaduto.
          Con una dashcam che registrava la situazione sarebbe stata molto più semplice.

          Cordiali saluti.

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